Prefazione Stampa

Quasi nel centro della Sicilia,a m.670 sul livello del mare, sorge l'antica città di Agira, situata in posizione elevata su un monte isolato a forma di piramide fra le pianure degli ex feudi di Buterno e Caramedea.
Il panorama che si coglie data l'ubicazione predominante é vasto, sono visibili i centri di Capizzi, Cerami,Troina,Gagliano e Nicosia.
Alle pendici del monte Agyri dal lato N scorre il Salso-Giarretta,a E vi é il lago Pozzillo. Il monte S.Agata,il colle Fronté,la valle Capo D'oro,la contrada Brasci e Canalotto si susseguono ad O.
Il tefritorio é generalmente montuoso,vi sono pochi terreni piani e si trovano quasi tutti Verso S.
La superficie territoriale copre una earea di ettari 16304,99. I confini comunali sono: a N il fiume Salso—Giarretta, le terre di Gagliano C.to,Nissoria e Nicosia; a O i territori di Assoro; a S le terre di Raddusa e il fiume Dittaino; a E le terre di Catananuova,Centuripe e Regalbuto.
Il centro si estende quasi tutto nella parte occidentnle del monte; a circa due chilometri dell'abitato vi sono le sorgenti di Boccale,Trefontane e Urselluzzo. Il territorio di Agira oltre il suo centro urbano conserva, molto leggibili i segni delle trasformazioni urbanistiche dalla sua fondazicme ai giorni nostri; presenta degli elementi che ci permettono di riccstruire la vicenda delle trasformazioni territoriali sin da epoche remote, riconducibili alla preistoria.
Bisogna infatti ccnsiderare che, all' epoca dei Siculi in poi, nell'area compresa tra Enna, Nicosia, Assoro e Ceuturipe, si assiste al sorgere, crescere e tramontare di diversi insediamenti.
Questo studio si propone di analizzare organicamente la storia dell'urbanistica di Agira,intendendo per storia dell'urbanistica la storia motivata e critica degli insediamenti urbani, correlata da un lato allo sviluppo sociale, economico e politico, dall'altro alla situazione geografica secondo i parametri sia prevalentemente temporali (evoluzione storica) sia prevalentemente spaziali (distribuzione geografica).
I limiti dell'estensione temporale vanno dalla decadenza araba al XIX° sec.
Le condizioni che ci hanno spinto a iniziare le nostre analisi dalla decadenza araba, sono motivate dalla natura dei segni fisici ancora leggibili nel tessuto urbano. Elementi inconfutabili sono la presenza di vicoli senza uscita, più o meno sviluppati, con un numero più o meno alto di gomiti; la voluta spezzatura della veduta a distanza; accorgimenti questi che si possono ricondurre in gran parte a motivazioni difensive comuni nell'alto medioevo.
Ad un attento esame appare evidente la derivazione dall'urbanistica islamica di particolari soluzioni e di singoli brani ricorrentine tessuto urbano.