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Storia di Agira

Agira, analisi storica dello sviluppo urbano dal sec. XI° al XIX°

Universitaà di Palermo, facoltà di architettura a.a. 1977/78

Relatore: prof. arch. E. Guidoni

Correlatore: arch. M. T. Marsala

Tesi di laurea di: G. Contino, R. Sances, R. Sanfilippo



Prefazione Stampa E-mail

Quasi nel centro della Sicilia,a m.670 sul livello del mare, sorge l'antica città di Agira, situata in posizione elevata su un monte isolato a forma di piramide fra le pianure degli ex feudi di Buterno e Caramedea.
Il panorama che si coglie data l'ubicazione predominante é vasto, sono visibili i centri di Capizzi, Cerami,Troina,Gagliano e Nicosia.
Alle pendici del monte Agyri dal lato N scorre il Salso-Giarretta,a E vi é il lago Pozzillo. Il monte S.Agata,il colle Fronté,la valle Capo D'oro,la contrada Brasci e Canalotto si susseguono ad O.
Il tefritorio é generalmente montuoso,vi sono pochi terreni piani e si trovano quasi tutti Verso S.
La superficie territoriale copre una earea di ettari 16304,99. I confini comunali sono: a N il fiume Salso—Giarretta, le terre di Gagliano C.to,Nissoria e Nicosia; a O i territori di Assoro; a S le terre di Raddusa e il fiume Dittaino; a E le terre di Catananuova,Centuripe e Regalbuto.
Il centro si estende quasi tutto nella parte occidentnle del monte; a circa due chilometri dell'abitato vi sono le sorgenti di Boccale,Trefontane e Urselluzzo. Il territorio di Agira oltre il suo centro urbano conserva, molto leggibili i segni delle trasformazioni urbanistiche dalla sua fondazicme ai giorni nostri; presenta degli elementi che ci permettono di riccstruire la vicenda delle trasformazioni territoriali sin da epoche remote, riconducibili alla preistoria.
Bisogna infatti ccnsiderare che, all' epoca dei Siculi in poi, nell'area compresa tra Enna, Nicosia, Assoro e Ceuturipe, si assiste al sorgere, crescere e tramontare di diversi insediamenti.
Questo studio si propone di analizzare organicamente la storia dell'urbanistica di Agira,intendendo per storia dell'urbanistica la storia motivata e critica degli insediamenti urbani, correlata da un lato allo sviluppo sociale, economico e politico, dall'altro alla situazione geografica secondo i parametri sia prevalentemente temporali (evoluzione storica) sia prevalentemente spaziali (distribuzione geografica).
I limiti dell'estensione temporale vanno dalla decadenza araba al XIX° sec.
Le condizioni che ci hanno spinto a iniziare le nostre analisi dalla decadenza araba, sono motivate dalla natura dei segni fisici ancora leggibili nel tessuto urbano. Elementi inconfutabili sono la presenza di vicoli senza uscita, più o meno sviluppati, con un numero più o meno alto di gomiti; la voluta spezzatura della veduta a distanza; accorgimenti questi che si possono ricondurre in gran parte a motivazioni difensive comuni nell'alto medioevo.
Ad un attento esame appare evidente la derivazione dall'urbanistica islamica di particolari soluzioni e di singoli brani ricorrentine tessuto urbano.

 
1.1 Fondazione e nome di Agira Stampa E-mail

La fondazione di Agira ha radici profonde che spesso si confondono con i miti leggendari. (1)
La nascita del centro avvenne circa l'anno 1200 a.C. secondo le notizie di alcumi storici.
Molto si é discusso sull'origini e significato del nome e la tendenza che derivi dal suo tiranno Agyris non trova fondamento cronologico. Alcuni scrittori del medioevo parlano di Argira o Argirò e ne ricordano l'etimologia dai valorosi Argivi o Argonautici dei quali faceva parte Ercole.
Dunque la giusta dizione della parola é Agira pciché in tutte le monete antiche si legge AGYRINAJON. Gia questa fonte evidenzia l'infondatezza dei testi greci e latini che riportano diversamente. Ancora sull’origine del nome é interessante il contributo dato da uno studioso alla prima metà del nostro secclo: "Agira si segnalò per la sua importamza fin dai tempi in cui gli antichissimi abitatori della Sicilia cominciarono ad uscire dalla vita nomade e passarono per gradazioni lentissime alla vita agricola, poiché il luogo dove a poco a poco sorse la città, fu uno dei centri dell'interno della nostra isola, nel quale convenivano i Siculi antichi e vi si svolse più energica la loro attività di agricoltori". (2)

(1) Diodoro parla spesso della sua città natale, assereudo che essa esisteva prima della distruzione di Troia, ma non si occupa delle sue origini per mancanza di documentazione.
PIETRO SINOPOLI - Maucscritto
(2) P. SINOPOLI op.ct. dal prof. SANTI CONSOLI "Corriere di Sicilia" del 24/5/1925

 
1.2 La fase arcaica greca di Agira Stampa E-mail

Come tutti i centri dell'isola in questa fase, Agira ebbe un governo autonomo ed i suoi capi provenivano dagli stessi abitanti.
Alcuni storici affermano che essa fosse stata alleata cen Ducezio (462-440 a.C.) nella grande sollevazione dei Siculi contro i greci e con Leonzio e Siracusa nel 427-416 a.C. Nell'impossibilità di verificare questi avvenimenti, bisogna valutare fin da quell'epoca l'unico dato che emerge: l'importanza del centro.
Storicamente non possiamo affermare nulla di quel periodo che va fino alla seconda spedizione ateniese nell'isola (416-413 a.C.), nè verificare la notizia secondo cui le politica di Agira fu sempre avversa ai coloni greci. (3)
Duraute il dominio di Dionisio I°, Agira ebbe un tiranno: Agyris che prese il nome della città.

(3) BONAVENTURA ATTARDI - "STORIA DELLA INTEGRA CITTA' DI S.FILIPPO DI AGIRA", cap. VI pag.27

 
1.3 Il potere romano ad Agira Stampa E-mail

La fase romana ebbe inizio con l'invio in Sicilia di Appio Claudio.
Fra le sessantasette città che si dichiararono in favore di Roma, Agira non è citata. (4)
Agira si trovò nel numero di città che si sottomisero ai romani per necessità di eventi e non per libera scelta.(5)
La politica romana era quella di dare a ciascuna provincia una costituzione propria, redatta al momento della conquista, in cui erano determinati l'ammontare del tributo e le obbligazioni dei principali cittadini verso i nuovi sovrani.
Unica testimonianza della conquista romana ad Agira sono le azioni di Cicerone contro Verre. Da esse sappiamo che la Sicilia ebbe città distinte in quattro classi: Fedeli, Libere, Stipendiarie e Decumane.
La repubblica romana era rappresentata da magistrati ai quali venivano pagati i tributi. Agira era una città decumana; ad essa fu concesso di dare l'appellativo di senato al conslglio dei magistrati locali i quali erano eletti dal popolo.
Agira non prese parte alle guerre servili, sebbene il nostro agro fosse limitrofo ai luoghl da dove partirono le sommosse, cioé Henna e Morgantina.

(4) Non si pub prestare fede a B.Attardi,il quale scrive: "Così la nostra città passò dal dominio dei siracusani, al dominio dei romani di buona voglia". B. ATTARDI op.ct. pag.42
(5) Diodoro scrive che i due consoli venuti in Sicilia, assediata la citta degli adraniti,la presero per assalto. Quindi stando alle cosidette Corti di Bronzo, assediando la città dei centuripini, andarono ad essi prima i Legati degli Alesini, poi postesi in paura anche le altre città, queste mandarono anch'esse Legati per ottenere pace ....." P. SINOPOLI - op.ct; tratto da Diodoro Siculo.

 
1.4 Le antiche emergenze di Agira Stampa E-mail

Lago di Ercole  ad Agira


Osservando l'attuale piano del mercato, si nota che il livello non é quello originario, infatti questo doveva essere piu basso ed il successivo livello é da addebbitarsi ad una sistematica opera di riempimento.
La costanta tradizione,la topografia, l'estensione di seicento metri di circoferenza, pari a quattro stadi romani (ogni stadio romano corrisponde a 158 m.) portano ad affermare che in questo luogo doveva esserci il lago e che in seguito venne prosciugato dagli arabi. A convalidare l'ipotesi da noi sostenuta c'é una pergamena dove si afferma che il lago esisteva. (6)

Bosco e tempio di Gereone  ad Agira


Dal documemto precedemtemente citato si desume che l'attuale contrsda chiamata Musele, che va dal Largo Fiera el fiume Salso-Giarretta era il Bosco di Gereone. Gli arebi certamente ne mutarono il nome e lo scelsero come luogo di propiziazione, fu la loro Moisella e da allora in poi é rimasto con questa denominazione.
Dopo la dominazione araba, passato questo luogo come proprietà della Badia di S.Maria Latina, gli abbati cominciarono a censirlo, e i nuovi proprietari dissodarono il suolo che cominciarono a coltivare a vigneti e frutteti, cosicché del Bosco non rimane oggi che una lontana idea.
Facendo degli scavi si sono rinvenute tombe del periodo siculo greco dentro le quali si sono trovati oggetti di bronzo, vasetti pregiati e un pezzo di statua marmorea.
Tra la via Odotelmati e a cesteggiare l'antico lago di Ercole, vi é la chiesa Reale Abbazia di S.Maria Latina, la tradizione vuole che la suddetta chiesa sorga su ciò che Ercole aveva fatto edificare: il tempio di Gereone.
Gli antichi greci,accanto ai loro templi ponevano larghi recinti destinati alle corse e banchetti durante le feste che celebravano in onore delle divinità.
Presso il lago di Ercole si levava il tempio di Gereone. Come la maggior parte dei templi greci sparsi nell'isola, era di architettura dorica. Un parallelegrammo lungo quaranta metri e largo venti metri ne formava la base; dodici colonne di basaltico sostenevano l'architrave e lo dividevano in tre navate. (7)

Tempio di Jolao  ad Agira


Questo tempio pagano sorgeva nel mezzo della città. Durante la dominazione bizantina in Sicilia (335-827) fu trasformato in chiesa cristiana dedicata a Santa Sofia con una cappella annessa a San Sebastiano. (8)

Il Ginnasio  di Agira


Del Ginnasio non rimame più nulla; dovevs occupare tutta quell'area oggi compresa, dal palazzo Scavone, tutte le abitazioni del rione detto piano S.Rocco fino alla via Collegio. Il Ginnasio quindi con il lago di Ercole e il tempio di Gereone erano fuori dell'abitato. (9)

Porta Eraclea, le piramidi, la pietra miliare  ad Agira


Attenendosi alla tradizione e alle imprese di Ercole si Suppone che venendo da Lentini quest'ultimo fosse entrato in Agira dalla strada detta ancora "Piliere", non più praticata da quaudo fu costruita la strada che da Agira porta alla stazione ferroviaria di Raddusa.
QueSt'antica Strada finiva all'imbocco della via G.Marconi (Lombardia) dove sorgevauo la porta Eraclea e le Piramidi di cui parla Diodoro. (10)
Con la costruzione del mulino e pastificio Mauceri, fu abbattuta la pietra Miliare, sulla quale erano scolpiti in lettere greche le cifre che indicavano la distanza tra Siracusa ed Agira.
Ad un centinaio di metri dalla pietra Miliare era la Porta Eraclea, dalla quale iniziava la via omonima,la più importante dell'antica città e che dal secolo XIII°, dopo l'immigrazione delle colonie Lomgobarde in Sicilia, prese l'appellativo di via Lombardia. (11)

I Bagni  di Agira


"Gettando le basi della casa Buzza, si trovò un largo condotto, che serviva a raccogliere ed emettere le acque di rifiuto dei pubblici bagni, il cui stabilimento sorgeva tra la casa suddetta, quella del priore Morina, fratelli Gussio, eredi Patané Rosario e l'attuale caserma dei Carabinieri". (12)
Nella piazzetta Bue anni fa sorgeva un abbeveratoio pubblicco.
Le acque sorgive del monte erano state anticamente raccolte ed incanalate a sud nel luogo dove vi era il teatro; a ovest, che erano le più abbondanti, nei bagni pubblici; mentre le acque dei rifiuti e le acque piovane si immettevano nelle grandi fognature che attraversavano la città.

Il teatro  di Agira


Di quest'opera non rimane niente che possa darcene un'idea. Alcuni studiosi hanno indagato sul luogo dove potesse sorgere il teatro.
Da ricerche fatte e da una pergamena dell'anno 1225 si é in grado di rilevare ed affermare che é stato costruito sull'area circolare dove ora sorgono le chiese di S.P1etro e della SS.Trnità. (13)

(6) Un tale Giovanni Di Bartolo otteneva nel 116O da Gimelio, abbate di S.Filippo di Agira, un piccolo appezzamento di terreno e il permesso di costruirvi una chiesa rurale in onore della Madonna e precisamente all'inizio della via Otilma: parola equivalente al greco òdòs (via) tèlma (palude), via della palude. P. SINOPOLI op.ct.
(7) B.ATTARDI - op.ct. Tratto da Diodoro
(8) Un opinione avanzata dal Sinopoli è quella che la chiesa di Santa Margherita sorga sul tempio di Jolao. - P. SINOPOLI op.ct.
(9) Ci si deve accontentare di indagare il suo luogo, servirà di assai valido sussidio un atto di vendita o concessione del suolo pubblico, che il Senato di Agira faceva ad un tale Orazio Caravella il 24 gennaio 1648. Il comune concedeva are 44 di suolo per le costruzione di una chiesa in onore a S.Rocco e il Caravella erogava la somma di onze 29 con l'0bbligo di fabbricare una casa a suo uso ed una chiesa in onore a S.Rocco. Il tratto di suolo aveva per confini un orto detto della Grotta di S.Filippo, il vallone e la strada; la vendita cadeva sopra un orto chiamato "de la canistra et de la spera", a prima lettura si era creduto che fossero dei ccgmomi, ma ponendo meggiore attenzione viene da pensare che essi sono le correzione di parole greche: sfaira (luogo addetto al gioco della palla), konistra (luogo destinato alle corse). Questi vocaboli indicano che nei limiti descritti del documento, era posto il Ginnasio. P. SINOPOLI - op.ct.
(10) "L'anticaglie di questa vecchissima città si vedono da quella parte del paese che oggi Si chiama Lombardia, giacere in terra che sono pietre lavorate in quadro di meravigliosa grandezza". FAZELLO - Decad. I° Hist. Sicil. lib. X "Agira".
FAZELLO Decad.I° Hist. Sicil. lib.X "Agira".
(11) "Parecchi anni fa negli scavi per la costruzione delle case Pace Filippo si scoprirono a circa due metri di profondità le vestigia dell'antico lastricato a grandi massi poligonali di basalto disposti su di un letto di tre strati l'uno sopra l'altro, l'inferiore di ghiaia, il medio di pietrisco e calce, il superiore di cocci e calce che muravano le lastre di basalto". P. SINOPOLI - op.ct.
(12) P. SINOPOLI op.ct.
(13) A convalidare questa ipotesi concorre una pergamena dove é detto che il vicario di S.Maria Latina cedeva alla chiesa di S.Sebastiano (ora S.Margherita) una chiesetta dedicata a S.Erasmo, costruita "juxta proscemium". Quindi é probabile che il luogo dove ora c'é la chiesa di S.P1etro (ex S.Erasmo) fu il palcoscenico dell'antico teatro. P. SINOPOLI op.ct.

 


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