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Calatabiano Stampa E-mail

Informazioni

Calatabiano è adagiato sulla "Piana" omonima, posta a destra del fiume Alcantara, su un territorio che si estende dal mare fino alle ultime propaggini della Valle dell'Alcantara.
Il paesaggio è prevalentemente di tipo rurale con una lussureggiante vegetazione di nespoleti e agrumeti che arrivano fino alla spiaggia ampia e accogliente, costituita da arenile sabbioso.
Sulle colline che dominano la Piana, a sentinella dello sbocco della vallata sottostante, sorge il castello.
Dall'etimologia dei nomi si riconosce, chiaramente, l'origine araba dell'insediamento. Calatabiano dall' Arabo "Kalat Bian" (castello di Bian) Bian era il Kakim arabo che visse nel castello omonimo. Infatti intorno al 900 gli Arabi, provenendo dall'interno della Sicilia, attraverso la vallata dell'Alcantara, dilagarono sulla piana ed espugnarono il castello esistente. Insediatosi intorno al castello, potenziandolo ed ingrandendolo, occuparono il territorio ed il borgo che ben presto si ingrandì e divenne centro agricolo di grande importanza anche a seguito dell'organizzazione del sistema irriguo delle colture di cui gli Arabi erano maestri. Il territorio venne poi conquistato dai Normanni e le vicissitudini successive videro il susseguirsi di vari signori, anche perchè le terre erano produttive e l'orografia facilitava le comunicazioni. In tempi recenti si è accentuato un interesse nei confronti della zona costiera, dove sorge un'ampia spiaggia alle cui spalle, vi è una fascia di verde che funge da filtro e da oasi d'ombra, quasi come un'attrezzatura balneare naturale.

da comune.calatabiano.ct.it

Luoghi di interesse

Castello arabo-normanno

Il castello, recentemente restaurato, fu costruito dagli arabi e successivamente rimaneggiato dai normanni. Per la sua grande importanza militare svevi e aragonesi vi apportarono migliorie difensive. Alla famiglia dei Cruyllas si deve l’ampliamento che portò la fortezza alle dimensioni attuali. Di maggior interesse sono il portale di ingresso, costituito da un arco a sesto acuto di pietra arenaria e pietra lavica, e il "Salone dei Cruyllas", diviso simmetricamente da un arco in pietra lavica il cui concio reca le insegne della famiglia. Nella parte più elevata del maschio si trova un’uscita di emergenza sul pendio più ripido e difficilmente accessibile del monte. Solo qualche rudere rimane invece del borgo abbandonato nel 1693.

Castello baronale di San Marco

Conosciuto come castello, è in realtà una residenza nobiliare sita sul litorale di San Marco. La costruzione venne intrapresa nel 1689 dal signore dell’epoca, Ignazio Sebastiano Gravina, e completata nel volgere di soli due anni. L’aspetto originario di quel che era un complesso di edifici, oggi in parte perduti, era molto diverso da quello attuale, a causa delle continue modifiche realizzate nel corso dei decenni. Nel 1856 venne dato, con l’annesso fondo, in enfiteusi al barone Pasquale Pennisi di Floristella, assumendo l’aspetto attuale con la realizzazione del palmento, della cantina e di case per i contadini. L’annessa Chiesa di Sant’Antonio di Padova, del 1697, è oggi ridotta a un rudere.

Chiese e patrimonio artistico religioso


Sul monte Castello, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, del 1484, ha forme tardo gotiche, un massiccio campanile merlato e due portali ogivali d’ingresso. Sul fregio del maggiore di questi vi è un’iscrizione di controversa interpretazione recante probabilmente la data d’apertura al culto dell’edificio. Vi è custodito il simulacro di San Filippo Siriaco.

La Chiesa Madre di Maria Santissima Annunziata, del 1740, ad una sola navata, si trova nella centrale Piazza Vittorio Emanuele III. Al suo interno si conserva un prezioso crocifisso ligneo del 1502 di Giovanni Salvo D’Antonio, della Scuola Antonelliana. Prospiciente la chiesa si trova la Statua di Santa Caterina d’Alessandria, della Scuola del Gagini.

Altro antico luogo di culto è la Chiesa di Gesù e Maria, del 1697, con facciata in muratura e pietra bianca.

da it.wikipedia.org

 
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